Le nove vite di Alberto Mario Cirese

9 La ricerca sul campo

 



9.3.2 Molise (La Lapa, 1955)





Il 1955 fu un anno importante per Alberto Mario Cirese.
L'8 febbraio morì suo padre Eugenio, figura fondamentale anche per la sua formazione intellettuale, e Alberto dovette portare a compimento da solo due delle ultime intraprese culturali del padre: i Canti popolari del Molise e la rivista La Lapa. Dei Canti Eugenio aveva edito il primo volume (Rieti, Nobili, 1953) e progettato il secondo, che Alberto pubblicò (Rieti, Nobili, 1957) dopo essere andato tre volte sul campo in Molise (due volte nel 1954 e una nel 1955) per completare la documentazione. La rivista La Lapa, ideata e diretta da Eugenio, iniziò le pubblicazioni nel 1953 e fu realizzata in autonomia da padre e figlio; nel 1955 Alberto ne fece uscire ancora due numeri dopo la morte del padre, il primo monografico dedicato al Molise e alla memoria di Eugenio, e poi la rivista cessò.


Angelo Maria Ciarlitto alla zampogna e Mario Ciarlariello, cantore, a Fossalto, 1 maggio 1955. Foto di A. M. Cirese (Archivio Cirese, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale - Roma)

Ma nel 1955 Alberto Cirese pubblicò pure il suo primo libro, Gli studi di tradizioni popolari nel Molise. Profilo storico e saggio di bibliografia (Roma, De Luca, 1955), che segna un punto di svolta nella sua storia intellettuale: si era ormai consumato l'allontanamento da Ernesto de Martino, e questo libro sul Molise marca anche l'abbandono della prospettiva etnologica, che sul tema della lamentazione funebre aveva molto impegnato Cirese, anche nell'ipotesi di una collaborazione con de Martino, e il consolidamento di quella demologica, su cui pure Cirese si era già esercitato nelle sue prime pubblicazioni e nell'esperienza della Lapa. Questa svolta troverà poi sbocco nell'avvio della sua carriera accademica: nel 1956 otterrà la abilitazione alla libera docenza in Letteratura delle tradizioni popolari, e nell'anno accademico 1957/1958 inizierà ad insegnare Storia delle tradioni popolari all'Università di Cagliari.
Tra fine aprile e inizio maggio del 1955 Cirese torna per la terza e ultima volta a fare rilevazioni sul campo in Molise: il 30 aprile è a San Martino in Pensilis, e il 1 maggio a Fossalto.
A San Martino registra 24 brani e scatta almeno 34 fotografie. L'evento da documentare è la corsa dei carri trainati da buoi, che è parte del festeggiamento di San Leo, e il canto della carrese ad essa associata. Sul tema delle corse dei carri, indagato già a Ururi nel 1954, insieme con Diego Carpitella, Cirese scriverà un articolo pubblicato nel numero monografico della Lapa del 1955 dedicato al Molise e alla memoria del padre Eugenio; sullo stesso numero Carpitella pubblicherà un intervento sulla musica popolare molisana. La documentazione sui canti delle carresi verrà poi utilizzata per un capitolo del secondo volume di Canti popolari del Molise pubblicato nel 1957.
A Fossalto Cirese era già stato l'anno prima con Diego Carpitella e poi da solo, raccogliendo canti, interviste e testimonianze sui riti del maggio e su molti altri temi. Frutto della rilevazione del 1955 è soprattutto una serie di almeno 35 fotografie, di qualità molto migliore rispetto a quelle scattate l'anno prima, che testimonia l'intento preciso di documentare visivamente l'intero svolgimento del rito della pagliara. Anche sui riti del maggio Cirese scrisse un articolo per il numero della Lapa sul Molise, e nello stesso 1955 vi tornò in forma più estesa per la rivista Slovenski Etnograf di Lubiana. Il secondo volume di Canti popolari del Molise pubblicato nel 1957 avrà un capitolo sui "Canti per il maggio" che pubblicherà anche i documenti raccolti sul campo da Alberto Cirese.
Alcuni anni dopo, nel 1961, la corsa dei carri di San Martino in Pensilis fu l'oggetto di un documentario di Zeno Gabbi, La carrese, per il quale Cirese svolse la consulenza etnografica.

pagina composta il 28-03-2023 aggiornata il 4-01-2024 home: http://www.etesta.it/